Le Suore Minime dell’Addolorata a Castelfranco

 

A pochi anni dalla morte di S:Clelia Barbieri, le Suore Minime furono chiamate a prestare il loro servizio a Castelfranco come collaboratrici nella scuola di lavoro della signorina Nicolina Kuriger.
Precisamente il 9 febbraio 1883, due suore, Suor Rosalia Garagnani e Suor Carmela Donati. giunsero in paese con il preciso compito di "tenere le fanciulle insegnandole a lavorare e di fare catechismo". Era questa di Castelfranco la seconda fondazione dopo quella di Riolo dalla morte della loro carissima "Madre Clelia" avvenuta nel 1870 a Le Budrie di S.G.Persiceto a soli ventitre anni.
Le giovani del Ritiro delle Budrie, così ancora si chiamavano, furono ben accolte e ben presto la piccola casa dove abitavano non fu più sufficiente per loro.
Il benefattore Pedrazzi, fece costruire per loro l’attuale casa dove si poterono accogliere oltre alle ragazze della scuola di lavoro anche i bimbi dell’asilo.
Nel 1923, con delibera comunale, si decide di sopprimere l’asilo infantile Zucchini-Solimei comunale e di affidare a spese del comune i bambini poveri all’asilo infantile privato delle Suore.
Le Suore divennero così per il paese un forte punto di riferimento che si andò consolidando quando nel 1932, mons. L. Roncagli, parroco di Castelfranco, affidò alla cura delle Suore Minime la sua preziosa opera: l’accoglienza di bambine nel 1932 e poi anche di bambini orfani nel 1934 dando loro casa assistenza e amore.
Le Suore continuarono nel servizio alla Scuola Materna e nell’opera di assistenza agli orfani mettendo tutte le loro energie, la loro disponibilità con generosità e dedizione.
Nell’anno 1889, le Suore Minime furono chiamate a prestare il loro servizio generoso all’ospedale di Castelfranco servendo i malati che vi erano ricoverati.
Lasciarono questo luogo dal 1904 al 1923 quando tornando, diedero la loro piena disponibilità a servizio di chi più soffriva e aveva bisogno di qualcuno che si prendesse cura di loro.
Nell’anno 1986 le Suore lasciarono definitivamente il servizio in ospedale, ma rimasero e rimangono tutt’ora per l’attività con i bambini della Scuola dell’Infanzia, del doposcuola elementare e, laddove è possibile un servizio in parrocchia i cui nomi come catechiste appaiono sui registri parrocchiali fin dal 1902.
In questo modo continuano a vivere il carisma della loro Fondatrice la quale le ha volute "tra la gente per portare a loro le cose di Dio".
Non manca ancora , anche se in forme diverse, come lo prevede la legislazione vigente in campo di accoglienza, la presenza delle Suore tra i bambini, non più orfani, ma "portatori" nella loro breve vita, di fatiche, di disagi, abbandoni familiari.
Anche qui cercano di compiere il comando e l’invito di s. Clelia: essere tra i più piccoli con amore affidandoli al Cuore di Dio per essere consolati.

 

 

 

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